É scomparso oggi Enzo Sellerio, 88 anni, fondatore dell’omonima casa editrice, gestita dalla ex moglie Elvira, scomparsa nel 2010. Una vita spesa anche per la fotografia, una passione che era diventata un lavoro a tutti gli effetti a 36 anni, in parallelo all’attività di editore di libri d’arte. Pubblicato in primis dalla rivista zurighere Du Sellerio affermava: «Penso che un fotografo che sia realmente tale non può essere che uno scrittore che si esprime per immagini». Per lui lo stato della fotografia era «il collegamento tra la percezione e la memoria».

Dopo essere emigrato in America e aver viaggiato per il mondo torna in Sicilia, dove realizza i servizi che lo rendono più celebre, documentando l’Etna, la gioventù locale e naturalmente la sua città, Palermo, della quale spesso parlava anche in modo caustico: «Palermo è senza scheletro. Come faccia a camminare non lo so. In questo senso è un luogo miracolato. Se tornassi a fotografare, per divertimento farei un servizio sulla maledizione dei normanni che a Monreale, con due statue di bronzo, hanno rovinato il portico del duomo». E ancora: «La sala Duca di Montalto a Palazzo dei Normanni (attuale sede del parlamento siciliano) è un luogo che per come è stato restaurato sarà molto apprezzato dagli ortopedici perché lì cadere è molto facile». Nel 1955 il primo reportage Borgo di Dio, una serie di scatti neoralisti di emblematiche realtà isolane e, nel 1969, spinto da un’idea nata chiacchierando con Leonardio Sciascia e Antonio Buttida, nascono le edizioni Sellerio, che hanno pubblicato non solo arte e scritti di artisti ma anche i più grandi scrittori contemporanei, tra cui Andrea Camilleri.