Si è celebrata il 26 ottobre la giornata mondiale del risparmio ma rispetto a temi tanto importanti non è possibile delegare ad un’unica giornata la responsabilità di un simile argomento. Utilità Manifesta partecipa e sostiene la riflessione sul tema ricordando la nascita della ricorrenza, legata al nome di Maffeo Pantaleoni, importante economista italiano che ne ispirò la proclamazione in un discorso tenuto a Milano, nel 1924, in un congresso dell’Istituto Internazionale del Risparmio.
Il termine risparmio identifica quella parte del reddito di persone, imprese o istituzioni che non viene spesa nel periodo in cui viene percepito, ma accantonata per essere spesa in un momento futuro. In generale, lo scopo del risparmio è quello di poter disporre, in un secondo momento, delle risorse non utilizzate come ad esempio per spese impreviste o per investimenti futuri.
Al di là delle definizioni, il tema, di assoluta attualità, ispira continuamente il mondo del design che lo ripropone attraverso progetti che mettono al centro la capacità della persona di guardare propositivamente agli effetti della crisi economica globale.
Progettisti di tutto il mondo, da diversi anni, sono impegnati nello sviluppo di soluzioni che rendano, nei diversi settori di riferimento, il design accessibile, producendo, inoltre, significativi effetti sul risparmio anche in campo ambientale. L’obiettivo è sempre più quello di proporre soluzioni di progetto in grado di ridurre gli sprechi e di contenere i costi. Ne è un esempio il team di Recession Design http://www.recessiondesign.org/, collettivo di designer che porta avanti la promozione del progetto realizzato con materiali “da bricolage” con sorprendenti risultati.
Altri casi mostrano, invece, come una felpa usata possa nascere a nuova vita.
http://www.conceptualdevices.com/2010/03/just-undo-it/.
Grandi, piccoli esempi che ci invitano a riflettere sull’importanza di contenere gli sprechi: non soltanto in funzione del risparmio individuale. ma anche dei benefici ambientali che ne possono derivare e delle ricadute positive su tutte le persone attualmente escluse dall’accesso ai beni fondamentali.